
TripMind su Daily Verona
Un traguardo importante per l’ITE Romano Guardini: il nostro progetto TripMind è stato protagonista di una puntata della trasmissione televisiva del Premio Innovazione 2026, il concorso annuale organizzato da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona. La notizia è stata ripresa anche da Daily Verona, il quotidiano online del Gruppo Verona Network, che ha dedicato un articolo al nostro chatbot e alle parole dei nostri studenti.
Un riconoscimento che va oltre il concorso: essere citati dalla stampa locale significa che quello che abbiamo costruito ha qualcosa da dire al territorio.
Cos’è il Premio Innovazione e perché abbiamo partecipato
Il Premio Innovazione è arrivato quest’anno alla sua sesta edizione. È un concorso rivolto alle scuole superiori, agli ITS e agli istituti di formazione post-diploma della provincia di Verona, con l’obiettivo di premiare i progetti più originali nei settori della startup, dell’innovazione, della tecnologia, della sostenibilità e del digitale.
La formula è semplice ma impegnativa: ogni scuola presenta un progetto reale, lo porta in una trasmissione televisiva in prima serata sui canali del Gruppo Verona Network, e una giuria tecnica — insieme ai voti del pubblico espressi tramite like sui social — decreta i vincitori. La cerimonia finale si terrà il 14 maggio 2026 presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.
Abbiamo scelto di partecipare perché crediamo che la scuola non debba fermarsi all’aula. I nostri studenti studiano turismo, digital marketing, economia e tre lingue straniere. Avevano tutti gli strumenti per costruire qualcosa di vero. Il Premio Innovazione è stata l’occasione per farlo.
TripMind: l’idea, spiegata dai nostri studenti
Nell’articolo pubblicato da Daily Verona, sono stati proprio i nostri studenti a raccontare il progetto con le loro parole — e lo hanno fatto meglio di qualsiasi comunicato ufficiale.
Anita Baraldi ha spiegato la genesi del progetto: “Abbiamo deciso di concentrarci sul settore turistico proprio perché ci riguarda in prima persona, frequentiamo l’indirizzo turistico. Siamo convinti che ci servisse uno strumento che racchiudesse tutte le attività che si possono svolgere a Verona e che mettesse d’accordo magari più idee.”
È una frase che dice tutto. TripMind non nasce da un esercizio scolastico. Nasce da un problema reale che i nostri studenti hanno identificato — e hanno deciso di risolvere.
Matilde Zanoni ha descritto il funzionamento tecnico: “Quello che abbiamo creato è un chatbot che abbiamo chiamato TripMind, che sarebbe semplicemente un assistente AI, quindi tecnologico conversazionale. Ha come obiettivo quello di risolvere delle problematiche specifiche come ad esempio organizzare un viaggio in gruppo, in famiglia o con degli amici.”
Ma il punto più importante — quello che distingue TripMind da qualsiasi altro strumento disponibile — lo ha spiegato Filippo Boninsegna: “Non facciamo sostituire la nostra personale conoscenza e l’esperienza pratica fatta sul campo da consigli generati da un’intelligenza artificiale sviluppata, per esempio, negli Stati Uniti. Aver generato il database e avere il chatbot che prenda le informazioni solo da questo database e non da internet ritengo sia il nostro punto di forza.”
Questa è la differenza sostanziale rispetto a ChatGPT o Google: TripMind non pesca da internet. Risponde solo con esperienze selezionate e verificate da studenti veronesi, una per una.
Cosa c’è nel database: la Verona che i turisti non conoscono
Giovanna Ortega ha raccontato il tipo di esperienze presenti nel database: “Abbiamo messo esperienze che noi veronesi conosciamo, ad esempio le cantine della Valpolicella, Borghetto sul Mincio, che è un bellissimo borgo e pochissima gente lo conosce, o andare in bicicletta in Lessinia.”
Questi non sono posti che si trovano cercando su Google “cosa fare a Verona”. Sono posti che si conoscono abitando la città, frequentandola ogni giorno, avendo familiari e amici che li frequentano. È la Verona vera — quella del mercato rionale del mercoledì mattina a Piazza Isolo, degli aperitivi sui bastioni progettati da Sanmicheli, delle osterie dove i menù non sono tradotti in inglese perché i clienti sono tutti del posto.
Questa conoscenza locale è il patrimonio che i nostri studenti hanno trasformato in uno strumento digitale. Ed è qualcosa che nessuna piattaforma commerciale può replicare, perché non si compra e non si genera automaticamente.
Un progetto che continuerà a crescere
Come ha ricordato Erika Vinco nell’intervista, TripMind non è un punto di arrivo: “Questo chatbot non è ancora sviluppato come vorremmo, infatti abbiamo intenzione di ampliarlo nel corso del tempo: è uno strumento utile che ha un potenziale di sviluppo molto importante.”
Tra le novità già in cantiere, un’attenzione specifica alle esigenze alimentari degli utenti: il database si sta arricchendo di locali adatti a persone vegane, vegetariane o celiache — un dettaglio che fa la differenza tra uno strumento generico e uno davvero utile.
Questo è il valore più grande di TripMind dal punto di vista didattico: i nostri studenti stanno imparando cosa significa lanciare un prodotto reale, con tutte le iterazioni, i miglioramenti e le soddisfazioni che questo comporta. Non una consegna da completare, ma un progetto vivo.
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Leggi l’articolo completo su Daily Verona
L’articolo pubblicato da Daily Verona con le interviste complete ai nostri studenti è disponibile qui: TripMind: l’intelligenza artificiale per scoprire Verona
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